UNA FONTE DI VITA

L’acqua è vita.

Non è un mistero che il corpo di un adulto sia costituito dal 60-65% di acqua e quello di un bambino dal 75-80%. Addirittura, quando nasciamo, nella fase embrionale possiamo raggiungere percentuali del 90-95%.

Incredibile, vero?

Non è finita qui. L’acqua, oltre a costituire gran parte del nostro corpo, è responsabile di molti fattori all’interno dell’organismo. Una corretta idratazione con un’acqua di qualità, può:

  • Favorire la digestione
  • Regolare la temperatura corporea
  • Depurare l’organismo dalle tossine
  • Accelerare il metabolismo
  • Favorire elasticità e tonicità muscolare
  • Supportare il sistema linfatico
  • Migliorare l’aspetto della pelle
  • Aiutare la concentrazione

Insomma, l’acqua è per l’essere umano il bene primario per eccellenza. Un carburante naturale per vivere bene e mantenere le funzioni vitali in ottima salute.

Quindi, ecco la domanda:

È importante la qualità dell’acqua che beviamo?

Certo, è di vitale importanza.

Nel vero senso della parola!

“L’ACQUA CHE BEVO È DI QUALITÁ?”

Ognuno di noi dovrebbe porsi questa domanda fondamentale.

La maggior parte delle persone è abituata a bere acqua in bottiglie di plastica, acquistata al supermercato.

Pensiamo che quest’acqua – in quanto imbottigliata e venduta da marchi autorevoli – sia perfetta da bere, salutare e genuina ma soprattutto, molto meglio dell’acqua di rubinetto che sgorga nelle nostre case.

La verità? Non siamo mai stati informati in modo corretto riguardo ciò che beviamo.

Nel nostro paese sono due le differenti normative che impongono i limiti di elementi inquinanti e dannosi ammessi per l’acqua in bottiglia e l’acqua di rubinetto.

Rispettivamente, per l’acqua in bottiglia si fa riferimento al D. LGS. 31/01 e per l’acqua di rubinetto al D. M.542/92. Alcune acque imbottigliate che troviamo al supermercato possono tranquillamente contenere elementi potenzialmente dannosi per la nostra salute come solfati, arsenico o manganese.

Tuttavia, grazie alle normative differenti e separate, se gli elementi dannosi sono presenti nell’acqua in bottiglia in misura maggiore rispetto all’acqua di rubinetto che abbiamo a casa, per le aziende produttrici di acqua imbottigliata non sussiste l’obbligo di dichiararlo tramite l’etichetta. 

In Italia consumiamo circa 178 litri di acqua/persona su base annuale e siamo considerati i maggiori consumatori di acqua minerale in Europa, circa il 65% di questa in bottiglie di plastica.

Tendiamo a svalutare l’acqua di rubinetto e a dubitare della sua qualità, mentre sopravvalutiamo erroneamente l’acqua in bottiglia solo perché non abbiamo le giuste informazioni a riguardo.

Tutto ciò è molto pericoloso.

MA NON È FINITA QUI …

L’acqua in bottiglia è conservata utilizzando bottiglie di plastica.

I lunghi processi di stoccaggio in magazzino, i trasporti e l’esposizione delle bottiglie alle fonti di calore possono fortemente compromettere le caratteristiche microbiologiche dell’acqua e indurre variazioni delle proprietà organolettiche all’acqua.

In parole povere: questi fattori influenzano pesantemente l’acqua in bottiglia.

In America è stata effettuata una ricerca a questo proposito (https://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.est.9b01517) che evidenzia una realtà spaventosa: il numero di microplastiche presenti nell’acqua in bottiglia è superiore circa 22 volte rispetto alle quantità presenti nell’acqua di rubinetto di casa nostra.

Non è tutto. Il PET (materiale utilizzato per eccellenza per la realizzazione delle bottiglie di plastica odierne) nel tempo può conferire all’acqua un gusto completamente diverso da quello naturale, poiché il materiale con il passare del tempo si deteriora.

Sapevi tutto questo dell’acqua in bottiglia?

L’ACQUA DI RUBINETTO

Un’alternativa all’acqua in bottiglia è la nostra acqua di rubinetto, che spesso viene denigrata senza alcuna logica o conoscenza.

Partiamo dalle basi: l’acqua di rubinetto, per essere adatta al consumo, deve possedere la certificazione di potabilità.

Un’acqua che può essere certificata potabile deve necessariamente rispettare determinati parametri chimici, fisici e microbiologici, stabiliti per legge e introdotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La conformità a questi parametri determina se l’acqua è sicura da bere ed esente da potenziali rischi per l’essere umano. Se l’acqua di un rubinetto è quindi certificata “potabile”, significa che di per se ha già subito controlli, trattamenti di disinfezione e analisi.

Qual è allora la vera differenza tra acqua di rubinetto e acqua in bottiglia?

Spesso, le persone tendono a credere che l’acqua di rubinetto non sia al 100% salutare, ma che contenga detriti o comunque sostanze non ammesse che conseguenze disastrose per la salute. Un’acqua certificata potabile è sana per principio, tuttavia esistono dei però: possiamo davvero fidarci ciecamente dell’acqua di rubinetto, così come scorre nella nostra abitazione?

LA RISPOSTA CHE NON VORRESTI

La risposta è: dipende.

Ed è qui che dovrebbe scattarci qualcosa in mente.

Alcune tipologie di acque di rubinetto sono perfette: non presentano detriti o altre sostanze al loro interno, possiedono un gusto invidiabile e provengono da fonti sicure e di qualità. Questo però succede solo in determinate situazioni.

La stragrande maggioranza di acque di rubinetto contiene detriti, depositi calcarei o elementi dannosi per la salute umana. 

Ed è qui che dobbiamo adottare ulteriori misure di sicurezza, pulizia e trattamento per rendere la nostra acqua di rubinetto di prima qualità.

Esatto, hai letto bene: l’acqua di rubinetto può essere trasformata in acqua di prima scelta, con caratteristiche chimico/fisiche superiori all’acqua in bottiglia e dal gusto nettamente più godibile.

In questo senso però, vanno effettuati dei cambiamenti, a cominciare dalle nostre abitudini!